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Le ACLI e la formazione

“La formazione rappresenta uno spazio di interazione di esperienze, dove si ritrovano le ragioni di senso dell’agire; un percorso che contempli l’affrontare insieme le problematiche emergenti dall’analisi e dal confronto con la realtà”. Inizia con questa affermazione un articolo apparso su “il Giornale dei lavoratori” delle Acli dedicato, appunto, alla formazione, alla quale l’associazione attribuisce la massima importanza. È, infatti, grazie ai corsi formativi tenuti periodicamente, ai quali i volontari impegnati sul territorio sono invitati a partecipare, che i Circoli sono in grado di offrire un servizio efficiente e qualificato a quanti si presentano ai loro sportelli.

L’articolo continua: “L’area formazione progetta e agisce la sua funzione consapevole che, oggi più che mai, la formazione, non solo rappresenta un impegno, una priorità, un obiettivo, una urgenza della nostra associazione, ma diventa strumento fondamentale e imprescindibile per creare consapevolezza sociale e politica, per promuovere protagonismo associativo, per diffondere una cultura dell’altro, per favorire processi di cambiamento. Affrontare il dialogo, il confronto e la contaminazione di esperienze e di visioni è alla base del nostro agire nei contesti territoriali dove, grazie alla partecipazione dei volontari, attiviamo percorsi di ricerca-azione.”

Quelli proposti dalle Acli, si legge ancora nell’articolo, sono percorsi durante i quali “i volontari sono chiamati ad osservare la realtà in cui operano, a contestualizzarla ed a sviscerarne le caratteristiche e l’impronta sociale. La metodologia esperienziale, caratterizzata dalla narrazione e dall’ascolto, permette, quindi, al partecipante di avere nuovi sguardi, di porsi nuove domande e di definire nuove priorità di intervento, che si concretizzano in azioni di coprogettazione.”

Spesso si pensa alla formazione solo come ad un apporto di contenuti che accrescano il nostro sapere dal punto di vista informativo. “Noi, invece”, si legge nell’articolo, “riscontriamo sempre come la metodologia della formazione esperienziale, che vede la persona e la sua esperienza al centro del processo formativo, dia sempre dei frutti positivi. In questo tipo di formazione ogni persona è sempre e comunque una risorsa, poiché ognuno ha in sé delle capacità e il compito dell’agire formativo sta nello scoprirle, nel farne prendere coscienza e nel metterle in relazione con quelle delle altre persone”.

Nell’attività formativa delle Acli Milanesi sono coinvolte anche le periferie, compresa la Zona Bollate-Groane, della quale fa parte il Circolo “Carlo Castiglioni” di Garbagnate Milanese, in quanto, si legge nell’articolo, “i circoli e i nuclei sono luoghi di partecipazione attiva e consapevole e di convivialità accogliente e attenta alla valorizzazione di ogni persona. Sono luoghi di socialità e fraternità, dove ciascuno può mettersi in gioco ed offrire gratuitamente la propria azione volontaria. Sono luoghi di innovazione sociale, dove si sperimentano progetti specifici di grande importanza per le comunità locali e le aziende”. La Zona Bollate-Groane ha così già attuato un suo percorso formativo, ponendosi tra gli obiettivi da perseguire “la creazione di una nuova consapevolezza associativa e lo sviluppo di un maggior protagonismo associativo sui territori”.