/2025 EVENTO: 80 ANNI ACLI MILANESI 20 ANNI CIRCOLO CARLO CASTIGLIONI

2025 EVENTO: 80 ANNI ACLI MILANESI 20 ANNI CIRCOLO CARLO CASTIGLIONI

 “Come i rami di un albero cresciamo in direzioni diverse, ma le nostre radici rimangono una.”

Ci sono giornate che non si limitano a scorrere: restano. Rimangono impresse come una luce che continua a brillare anche quando tutto è finito. Il 29 novembre, a Garbagnate Milanese, abbiamo vissuto proprio una di quelle giornate rare, in cui la storia incontra il presente e lo trasforma in promessa.

Non è stata una semplice ricorrenza. È stata la storia delle ACLI Milanesi e quella del Circolo Carlo Castiglioni che si sono intrecciate in un racconto collettivo fatto di volti, parole, gesti e memoria condivisa.
Quelle parole – “Come i rami di un albero cresciamo in direzioni diverse, ma le nostre radici rimangono una” – ci hanno accompagnato per tutta la giornata, risuonando come un sigillo. Perché ciò che abbiamo vissuto non è stato soltanto un anniversario, ma un atto di riconoscenza verso il nostro passato e un impegno rinnovato verso il futuro.

È stata una giornata che porteremo a lungo nel cuore: un intreccio di memoria, gratitudine e responsabilità. Celebrare insieme gli 80 anni delle ACLI Milanesi e i 20 anni del nostro Circolo ha significato volgere lo sguardo indietro con rispetto e avanti con coraggio come amava dire  Achille Grandi: “La nostra storia non appartiene a chi la custodisce, ma a chi la continua.” In quel momento era chiaro che quella continuità non è un concetto astratto: è vita che scorre, è comunità che cresce.

Le voci che hanno composto il nostro racconto

Gli interventi che si sono susseguiti hanno composto una narrazione unica, fatta di radici profonde e di rami che continuano a protendersi verso il domani.

La dottoressa Simona Maria Travagliati, vicesindaco e assessore, ha aperto il percorso e ha evidenziato il ruolo  del  nostro Circolo nella vita cittadina sia un vero presidio sociale: un luogo dove le relazioni non solo nascono, ma vengono curate e coltivate con attenzione, giorno dopo giorno uno spazio di incontro, di ascolto e di cura delle relazioni sociali.  Ha portato i saluti del Sindaco e dell’Amministrazione e ha dato ancora più accredito all’impegno del Circolo per Garbagnate, riconoscendone il ruolo costante, la presenza attiva e la capacità di essere uno dei  punti di riferimento per la comunità.

Venti anni raccontati con il cuore
Con la sua voce calma e appassionata, Angela Marzorati, presidente del Circolo, ha ripercorso vent’anni di storia con lucidità e affetto, riportando alla memoria volti, iniziative e passaggi che hanno dato forma alla nostra identità. In primis ha ricordato l’opera di Carlo Castiglioni per il Circolo, il suo esempio discreto e tenace che continua a ispirare il nostro cammino sottilineando come “ogni traguardo sia stato possibile grazie a chi ha creduto che il bene comune valesse piu’ delle comodita’ individuale.  Era come sfogliare un album di famiglia, dove ogni pagina porta il segno di chi ha creduto, di chi ha donato tempo, di chi ha costruito senza clamore

Le ACLI come laboratorio cristiano di democrazia
È poi intervenuto il dottor Alessandro Galbusera, figura di riferimento nelle ACLI, membro del Consiglio Direttivo con delega alle politiche dell’abitare e del territorio e componente del Consiglio Provinciale, che ci ha riportati alle origini del nostro movimento, nato come laboratorio cristiano di democrazia, partecipazione e dignità del lavoro. Ha ricordato l’impegno delle ACLI nel fornire sostegno nei vari comparti — CAF, SAF e Patronato — ma ha ribadito che deve rimanere prioritario l’impegno verso i cittadini, nella solidarietà e nella promozione sociale. Le sue parole hanno ricucito passato e presente, ricordandoci che “la comunità non è un’eredità da ricevere, ma un’opera da costruire”.

Il territorio come specchio dell’anima
Infine il professor Edo Bricchetti, architetto ed  docente dell’Università Bicocca, esperto di archeologia industriale e da sempre impegnato nello studio e nella valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, ci ha accompagnati dentro il valore profondo del territorio. Ci ha ricordato che riconoscere i luoghi significa riconoscere noi stessi, e la sua riflessione sull’Ecomuseo delle Groane è stata un invito a custodire la memoria ambientale e culturale come bene comune. Ha richiamato il significato stesso di ecomuseo, inteso come un museo diffuso che vive nei paesaggi, nelle comunità e nelle tracce materiali e immateriali del territorio. La visione del filmato, che è entrato nel Parco e nei suoi boschi, nelle case, nell’ospedale, nelle ville storiche e nelle fornaci, ha destato interesse e ha reso ancora più evidente quanto questo patrimonio sia vivo e meriti di essere riconosciuto e protetto.

Gesti che parlano più delle parole
Tra i momenti più intensi, la consegna del defibrillatore alla cittadinanza. Un gesto semplice, ma dal significato profondo: un dono che salva, un segno concreto di cura verso la comunità. Tutti ne hanno colto il valore, e questo ha reso quel momento ancora più luminoso. In quel momento, si è percepito chiaramente che la solidarietà non è un valore astratto: è un’azione, un impegno, una scelta quotidiana.

Un altro passaggio carico di emozione è stato il riconoscimento consegnato ai volontari veri custodi dei valori aclisti per la dedizione e passione con cui, giorno dopo giorno, rendono possibile la vita del Circolo e delle Acli.  Uno per uno, hanno ricevuto un segno di gratitudine. I volontari sono il cuore pulsante delle ACLI: senza di loro, nulla di ciò che celebriamo avrebbe forma. E in ognuno di loro si leggeva la stessa luce: quella di chi dona senza chiedere, di chi costruisce senza apparire, di chi tiene in piedi la comunità con la forza discreta della dedizione. Come ricorda un antico proverbio: “Chi dona il proprio tempo, dona la vita due volte.”

Il pranzo, la musica, i giovani: la comunità che respira
Il pranzo conviviale, accompagnato dalla musica del Maestro Fasci e dalla direzione artistica del Maestro Maniscalco, ha portato leggerezza e calore.
Il pomeriggio si è aperto con la voce dei giovani aclisti Davide Acquaroli e Lorenzo Goatelli. Hanno raccontato la loro esperienza e il siginificato di appartenere a una realta’ che educa alla partecipazione e alla responsabilita’. Sentirli raccontare cosa significhi per loro far parte delle ACLI è stato come assistere a un passaggio di testimone naturale. In quelle parole c’era il futuro, un futuro che non attende: cresce già oggi. Ed è importante accogliere il giovane con le sue idee, riconoscerne la freschezza e la visione, senza cercare di veicolarlo con le vecchie idee dell’anziano volontario, perché solo così la comunità può davvero rinnovarsi e restare viva.

La Messa: il respiro spirituale della giornata
La giornata si è conclusa con la Santa Messa concelebrata da don Natale, nostro parroco, e don Alberto Vitali,incaricato arcivescovile presso le Acli.  Un momento di ringraziamento e affidamento che ha dato profondità spirituale a tutto ciò che avevamo vissuto.
Abbiamo ricordato i volontari che ci hanno lasciato, consapevoli che ogni storia di comunità è anche una storia che ci guida.

Un invito a continuare
Tornando a casa, abbiamo sentito che questa celebrazione non era un punto di arrivo, ma un invito.
Un invito a custodire le radici e, allo stesso tempo, a far crescere nuovi rami.
Un invito a vivere le parole che ci guidano da sempre: lavoro, fede, solidarietà, giustizia sociale. Radici che continuano  a nutrire una comunita’ viva, attenta e capace di futuro. Sono queste le radici che ci tengono uniti e che ci permettono di guardare avanti con fiducia.
E noi tutti, nei nostri ruoli, portiamo con noi la responsabilità e l’onore di continuare questo cammino.

Ringraziamenti

Un grazie sincero alle autorità e a tutte le persone che il 29 novembre hanno condiviso con noi un momento così significativo.

Un sentito ringraziamento al Maestro S. V. Maniscalco per aver curato con sensibilità e professionalità la parte musicale, contribuendo a dare profondità e atmosfera alla nostra cerimonia.

Un grazie sincero al Dott. Vitaliano Altomari per la sua appassionata presentazione del prof. Bricchetti, capace di restituirne con intensità il valore umano, culturale e civile.

Un riconoscimento speciale al gruppo di lavoro:
Angela Marzorati, presidente – Franco Fogale, Caterina Evola, Valeria Rachele Luinetti, Vincenzo Quartu, Mauro Fassone, Arno De Cia. 
La loro dedizione, la cura dei dettagli e lo spirito di collaborazione hanno reso possibile ogni fase dell’iniziativa.

Per il prezioso supporto organizzativo, grazie di cuore ad Adele Marzorati e Donata Renoldi, la cui presenza discreta ed efficace ha garantito ordine, accoglienza e serenità.