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Settembre 23, 2018
Martedì, 07 Marzo 2017 18:22

Quelle Strane straniere by Elisa Amoruso In evidenza

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CINEMA C’è la cinese che gestisce da sola un ristorante dopo che il marito è scappato via, e non un ristorante qualsiasi ma uno dei più importanti ristoranti cinesi di Roma. E c’è la tunisina che aiuta i poveri con i pacchi alimentari e che in Italia ha trovato l’amore, per un uomo e per la campagna. Ci sono la serba e la croata che si sono trovate e scoperte, sono diventate inseparabili e hanno aperto una galleria d’arte; c’è la ragazza che ha lasciato la Bulgaria e un marito violento, ha scoperto in Italia la passione del mare e creato una cooperativa di sole donne, mentre sogna di poter un giorno avere un peschereccio suo. Sono tutte straniere in Italia, ognuno in modo diverso ma tutte immigrate che ce l’hanno fatta e oggi per raccontare la donna a un passo dal suo 8 marzo sono praticamente perfette. Sono le Strane straniere che danno il titolo al film di Elisa Amoruso (in sala dall’8), un inno alla voglia di reinventarsi, alla voglia di rinascita delle donne.

Come dice la regista: «il desiderio era quello di raccontare le storie di queste donne, così diverse tra loro, perché hanno trasformato una condizione di difficoltà in un loro punto di forza. Sono state in grado di vedere un paese con lo sguardo di uno straniero che non si limita ad accettare una situazione, ma, nel tentativo di integrarsi, ha un’idea forte per reinventare la sua vita e ricominciare da zero. È il fatto che siano donne mette in risalto la capacità di un genere che soprattutto nelle loro culture, dalla Cina alla Tunisia, è stato penalizzato per lungo tempo e lo è ancora oggi».

SILVIA DI PAOLA

Letto 520 volte Ultima modifica il Martedì, 07 Marzo 2017 18:58